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Traduzione

Leggo con non poco sconcerto sul Corriere.it:
Niente più politica, invece, per l'ex deputato dell'Udc Cosimo Mele, qualche mese fa al centro di uno scandalo rosa finito su tutti i giornali

Avrei una domanda:
da quand'è che la frase "puttaniere pizzicato mentre distribuiva coca" é traducibile con "al centro di uno scandalo rosa"?
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Neal Stephenson - Snow Crash

Fa strano.
Fa strano che oggi ci sia un mondo virtuale come Second Life, di cui tutti i giornali parlano, nel quale popstar reali vi tengono concerti, dove si possono trovare vere ambasciate di vere nazioni e gente che ci faccia veri soldi (e non sto parlando solo dei tizi di Lindon Labs che gestiscono la piatatforma). Un mondo virtuale acessibile a chiunque abbia un computer abbastanza potente e una connessione ADSL domestica.
Fa strano pensare che solo quindi anni fa i computer andavano a carbone (é ovviamente un'esagerazione... ma sfido chiunque a pensare che si può pragonare il castrato 386Sx 16MHz con un Athlon64 4000+ Dual Core), la rete telematica più diffusa era FidoNet cui ci si connetteva a 2.4k (duemilaquattrocento), i fortunati che accedevano a internet lo facevano interrogando i Database Veronica e Tim Barnes Lee aveva appena finito di scrivere le demo del World Wide Web.
Fa strano pensare che non troppo anni prima dell'avvento dei personal computer a 32bit uno studente di Fisica della Boston University realizzava che cambiando corso di laurea avrebbe potuto usare di più il computer dell'università e passava al corso di lauerea in Geografia, e poi, una volta laureato e constatato che non c'era poi tanto lavoro per gente con le sue caratteristiche decideva di mettersi a scrivere romanzi di fantascienza.
Ora, come abbia fatto Neal Stephenson a teorizzare un mondo praticamente identico a quello che sarebbe stato Second Life nello stesso periodo in cui Italia gridavamo al miracolo leggendo le innovazioni introdotte con l'MSDOS 5.0 é un mistero che fa strano.

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Ajax la grande guida - Ryan Asleson, Nathaniel T. Shutta

Lo ho trovato in edicola a EUR. 7.90 (secondo questa scheda costerebbe 35).
Non é un libro per chi parte da zero (anche se basta sapere un pò di HTML e javascript) e, ovviamente, una volta letto non si diventa dei ninja sull'argomento. Tuttavia non é malvagio anzi, viene spiegata abbastanza bene l'idea di fondo e la tecnica di base da utilizzare e vengono anche descritti un po' di strumenti esterni che posso rivelarsi utili.
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Castelfranchi Stock - Macchine come noi

Leggere il libro in oggetto é stato abbastanza piacevole per la forma soft in cui é scritto e per gli argomenti trattati (molte cose che vidi all'università e che continuano ad interessarmi).
Ci sono comunque alcune mancanze, infatti nonostante il titolo generico poi la trattazione si focalizza sopratutto sull'aproccio simbolico all'IA (la cosidetta IA forte) relegando i connessionisti in un angolo che forse sarebbe potuto essere espanso un poco meglio. E anche sul simbolico ci sono pezzi mancanti, ad esempio penso che i frame di Minsky avrebbero meritato qualche spiegazione più dettagliata.
Comuqnue una buona lettura, per chi vuole leggere un pò di storia della materia.
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Dan Brown - Crypto

Da qualsiasi lato lo guardo 'sto libro è una vaccata.
Per leggersi si legge, ma la trama non è una gran cosa, lo stile non introduce particolare suspance e infine, tecnicamente è una vaccata: un messaggio è costituito da dati. I dati si leggono e non si eseguono. Quindi un messaggio non è un virus, (e questo è vero anche se Micro$oft ha cercato di far apparire il contrario).
Leggo su wikipedia che si parla di un libro scritto nel 1998, è vero che all'epoca il sistema di sicurezza più usato era quello di Windows 9x, quelle in cui bastava premere il tasto [esc] alla richiesta di password per accedere al computer senza problemi ma nonostante tutto quel libro è una pericolosa fonte di disinformazione. È bene ricordare che:
  • Le password di 5 caratteri (solo caratteri) sono corte e rasentano l'inutilità.
  • Le password possono contenere spazi, non vi è nulla di strano in tutto ciò. E se oltre agli spazi vengono messi anche simboli di punteggiatura, numeri, lettere maiuscole e via dicendo è decisamente meglio.
  • Mai usare il nome della persona amata come password: è il primo tentativo che viene fatto dall'eventuale attaccante. Il secondo sono i nomi dei figli e poi si passa alle varie date di nascita.
Infine, Skipjack, effettivamente era il nome dell'algoritmo condificato nel clipper chip che l'amministrazione Clinton ha tentato di cablare ovunque. Ed effettivamente conteneva una backdoor, ma tale contenuto era noto, infatti già in partenza la legge prevedeva anche la creazione di una banca dati contenente le varie chiavi, da distribuire agli enti del governo statunitense che ne facessero richiesta.

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Valero Evangelisti: Valerio Evangelisti: Nicolas Eymerich, inquisitore

Dopo aver letto quasi tutti gli altri romanzi del ciclo finalmente ho letto anche il primo. Quello dove tutto ha inizio e anche quello dove (credo) si noti maggiormente il taglio fantascientifico del ciclo.
E forse è uno dei migliori, anche se certo, continuo a preferire Il mistero dell'inquisitore di Eymerich anche grazie alla sua ambientazione in terra sarda.
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la jena

Tra i tanti quotidiani on-line ve ne è uno con tanti difetti: La Stampa (un difetto su tutti: niente feed RSS).
Ma ha due pregi enormi: uno spazio settimanale dedicato a Linux (MondoLinux) e gli editoriali di jena, personaggio che con una frase riesce a sintetizzare i "fatti salienti" del giorno.
Ad esempio oggi:
Basta avere un po’ di pazienza e la verità prima o poi viene a galla.
La strage di piazza Fontana per esempio non nascondeva trame, misteri, complotti, intrecci, deviazioni.
Niente, fu semplicemente un suicidio di massa.
(si, è la stessa jena che prima scriveva per il Manifesto)
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Claremont Reload

Se non ricordo male la prima volta che ho visto I Nuovi Mutanti (ed. PlayPress) in edicola era il 1989.
Ma solo in seguito ho imparato ad aprezzarla. La mia passione per i fumetti Marvel è iniziata con Silver Surver qualche mese dopo, poi il resto è venuto a catena e, ricordo, I Nuovi Mutanti era semplicemente "l'ultima rimasta" dopo che in un tal mese avevo già comprato le altre.
Era una delle testate che segnavano il ritorno della casa delle idee in Italia, era una delle testate dove ho iniziato ad aprezzare i mutanti di Claremont. Un paio di anni dopo Claremont lasciava la Marvel e la guida delle testate X, dopo che in 14 anni di onorato servizio aveva creato nuovi personaggi (e gruppi), modificato i caratteri dei vecchi e dato uno stile inonfondibile alle testate, con storie che si sviluppavano per anni, incastrate in altre storie... con fare apparentemente confusionario ma che alla fine fa vedere che era tutto pianificato.
Qualche anno dopo mi sono un poco allontanato dal mondo delle nuovole parlanti finchè un giorno ho scoperto che Chris aveva ripreso in mano una delle teste degli X-Men, da lì al "togliermi lo sfizio" di comprarne un numero il passo era breve, brevissimi i passi sucessivi di comprare anche il numero seguente anche se non totalmente convinto.
Sbagliavo.
Claremont agisce come un inarrestabile bradipo.
Quando nell'ultimo numero di X-TREME X-MEN (il 37) ho rivisto insieme la formazione originaria dei New Mutants ho realizzato che si sta riprendendo il controllo di tutto quello che aveva fatto nella vecchia gestione. E sta richiamando in servizio i personaggi a lui cari.
A modo suo, lentamente come sempre. Ma con la stessa capacità di gestione.
E adesso vediamo cosa sarà X-Men Reload ora che ha rimesso insieme i suoi cari....
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